Caricamento...

Sanremo365 Logo Sanremo365

Sanremo, il “piatto del Festival” parla ligure: dal mare di Levante alla Valle Arroscia

20/02/2026

Sanremo, il “piatto del Festival” parla ligure: dal mare di Levante alla Valle Arroscia

Ostriche spezzine, bollicine di Pigato e il cappon magro firmato da Maurizio Pinto: la Liguria sceglie di raccontarsi attraverso i suoi sapori in occasione della cena di gala del 23 febbraio, in programma sul roof dell’Hotel Nazionale di Sanremo. A promuovere l’iniziativa sono Cna Imperia e il Comune di Ranzo, con il progetto “Ranzo is wine” al centro di un percorso che intreccia cucina, territorio e promozione culturale nel contesto del 76° Festival della Canzone Italiana.

Il “piatto del Festival 2026” nasce con l’intento di valorizzare le eccellenze dell’artigianato alimentare italiano durante la settimana più mediatica dell’anno per la città dei fiori. Un progetto che, edizione dopo edizione, costruisce relazioni tra produttori, chef e istituzioni, offrendo una vetrina nazionale a filiere che affondano le radici nella tradizione.

Il cappon magro di Maurizio Pinto e l’incontro tra territori

Protagonista della serata sarà lo chef Maurizio Pinto, alla guida del ristorante Voltalacarta di Genova, chiamato a reinterpretare il cappon magro, piatto simbolo della cucina ligure. La sua versione, pensata per il Festival 2026, sarà realizzata con materie prime selezionate: le ostriche provenienti dalla Spezia, le bollicine di Pigato della Valle Arroscia e l’olio del frantoio Sant’Agata di Oneglia, partner dell’iniziativa insieme a Cna Imperia.

L’abbinamento non è casuale. Il cappon magro, nato come preparazione delle festività marinare, diventa il terreno su cui si incontrano Levante e Ponente, mare e collina, in un racconto gastronomico che attraversa l’intera regione. «Il piatto del Festival 2026 dimostra come la Liguria sappia fare squadra, unendo idealmente La Spezia e Sanremo in un unico racconto di qualità», osserva Luciano Vazzano, direttore di Cna Imperia. «Grazie allo chef Maurizio Pinto portiamo in scena un dialogo gastronomico che attraversa tutta la regione».

Ranzo is wine, un progetto che evolve

Al centro dell’iniziativa c’è “Ranzo is wine”, progetto che negli ultimi anni ha consolidato l’identità vitivinicola della Valle Arroscia, oggi impegnato in una fase di trasformazione più ampia. «Non è più soltanto un progetto dedicato al vino, ma un modo nuovo di raccontare la nostra valle attraverso collaborazioni che uniscono territori, storie e competenze diverse», spiega il sindaco di Ranzo Giancarlo Cacció.

L’abbinamento proposto alla cena di gala assume così un valore simbolico: «Un incontro tra mare e collina, tra Levante e Ponente, che esprime la ricchezza della Liguria e la capacità dei nostri prodotti di dialogare e valorizzarsi reciprocamente». L’obiettivo dichiarato è portare Ranzo oltre i suoi confini naturali, sfruttando la visibilità del Festival per rafforzare la promozione del territorio.

Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana, che parla di un’alleanza strategica tra aziende e territori capace di trasformare le radici enogastronomiche in uno strumento di promozione internazionale. La cena del 23 febbraio diventa così molto più di un appuntamento mondano: è una vetrina in cui la Liguria mette in scena la propria identità produttiva, affidandola alla creatività di uno chef e alla forza di una rete che unisce istituzioni, imprese e comunità locali.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.